Budapest: affascinante e low-cost

Non credo sia necessario riportare i fatti storici che hanno portato la splendida capitale ungherese da essere un’appendice dell’impero austro-ungarico a ricevere le attenzioni della casa regnante che, soprattutto grazie all’intercessione della sovrana Sissi (figura molto amata), ha favorito una fioritura a livello culturale della città, rendendola un centro all’altezza della capitale imperiale Vienna. Ma Budapest ha vissuto molte epoche prima e dopo la dominazione asburgica, dagli insediamenti che risalgono all’Impero Romano all’occupazione tedesca prima e sovietica poi nel ventesimo secolo, passando per le invasioni mongole e turche in passato: questi “passaggi di mano” sono riconoscibili nella città e, soprattutto, sono documentati da diversi monumenti disseminati su tutto il territorio. Uno di questi è la Cittadella, che si trova sulla cima di una collina (Gellérthegy) che domina la città accanto a quella su cui sorge il complesso del Palazzo Reale, raggiungibile a piedi se siete dei grandi camminatori in salita (e in questo caso avete tutta la mia stima) oppure, molto più semplicemente, con l’autobus 27: una fortezza in cui sorge anche l’imponente monumento alla liberazione dai tedeschi nel ‘47 che però, una curiosità che abbiamo scoperto, era stato in realtà originariamente concepito proprio per celebrare un famoso ammiraglio filo-nazista. E questo è solo un esempio delle contraddizioni che pervadono alcuni siti monumentali della città.

Ma al di là dell’aspetto storico, quello che colpisce senz’altro di Budapest a una primissima occhiata è la conformazione della città, con da un lato la più moderna e commerciale Pest e dall’altro la parte “alta” Buda, che ospita il già nominato Palazzo Reale, la Chiesa di Mattia, il Museo di Storia di Budapest e molto altro ancora, passando dal cortile del castello alle vie del piccolo centro abitato. Consigliata la passeggiata lungo Tóth Árpád sétány, la via che costeggia le mura e da cui si gode di una bella vista sulla città dal lato ovest rispetto alla collina.
Per raggiungere la città vecchia è possibile, anche qui, avviarsi lungo una salita fatta di tornanti, affidarsi ai mezzi pubblici oppure, come abbiamo fatto noi, scegliere la comoda funicolare che parte da Clark Ádam tér (appena al di là del Ponte delle Catene). Senza fare le corse e concedendo anche un’occhiata alle varie bancarelle lungo Szent György utca o al mercatino vicino Dísz tér, l’escursione sulla collina di Buda ci porta via quasi una giornata, fermandosi anche a mangiare in un ristorante tipico della zona (sempre con il rischio che ti spellino facendoti pagare una fortuna per un BARATTOLO di farro e salmone innaffiati di limone… in maniera ipotetica, diciamo che l’esempio è di pura fantasia…).
Durante il giro a Buda immancabile anche una sosta al particolarissimo Bastione dei Pescatori, che da lontano sembra un grande castello di sabbia, con le sue torri dalla forma che ricorda le tende dell’antico popolo magiaro e un camminamento da cui si gode della vista su Pest.

La città, edificata lungo il corso del Danubio, ha tra le sue attrazioni anche i ponti, esteticamente diversi l’uno dall’altro, più o meno spettacolari ma tra cui non può non spiccare per magnificenza il già nominato Ponte delle Catene. Da piazza Roosevelt, proprio di fronte al ponte e circondata da palazzi dalle meravigliose facciate, parte la via che porta alla piazza Santo Stefano, dominata dall’omonima Basilica (dedicata al primo sovrano ungherese, poi canonizzato), che merita senz’altro una visita.

Siamo tornati a Pest, che è anche la zona più “viva” della città. L’area intorno Deák tér (sotto cui, tra l’altro, confluiscono le tre linee della metro cittadine) e il parco Erzsébet tér, con la sua ruota panoramica, è piena di locali e luoghi di ritrovo. Nei giorni in cui siamo capitati noi si stava anche svolgendo quella che aveva l’aria di essere una specie di Oktoberfest di dimensioni ridotte.
Anche l’albergo che abbiamo scelto si trova nelle vicinanze, non lontano dalla fermata della metro 3 Ferenciek tere e lungo una via pedonale (Károlyi utca) che è una parallela di Vaci utca, la più famosa arteria pedonale della città, ricca di negozi e ristoranti. L’hotel Erzsébet è stato una scelta ottimale sia per la posizione che per il vantaggioso rapporto qualità-prezzo, un albergo carinissimo a cui l’unico appunto che si può fare riguarda l’onnipresenza della moquette (però pulitissima) e il fatto che ci si possa connettere gratis al wi-fi solo nella hall (in camera è a pagamento)… ma visto che per me 5 giorni all’estero ai tempi del roaming hanno significato anche disintossicarmi un po’ dalla rete non posso lamentarmi.

Alla scoperta di Pest ci dedichiamo nei giorni successivi all’escursione a Buda. Tra le tante attrazioni segnalo innanzitutto il Parlamento (Országház), un imponente palazzo in stile gotico sulla riva del fiume, dalla struttura simmetrica concepita per ospitare le due camere parlamentari nelle due ale laterali, perfettamente identiche tra loro e collegate dalla sala posta sotto l’immensa cupola (che attualmente ospita la Sacra Corona d’Ungheria, con la sua particolare croce inclinata). Oggi il parlamento ungherese è composto da una sola camera, per cui l’ala rimasta inutilizzata a livello istituzionale è ora aperta alle visite (con guide in moltissime lingue, italiano compreso. La visita guidata dura all’incirca 45 minuti).
Proseguendo lungo la riva del Danubio si raggiunge il Ponte Margherita, che consente di accedere all’omonima isola: un meraviglioso parco che però noi abbiamo avuto la sfortuna di attraversare nell’unica giornata uggiosa della nostra breve vacanza, dominata altrimenti da sole cocente e clima decisamente estivo (consiglio infatti di evitare i mesi più caldi così come i più freddi per godere al meglio della visita di Budapest che, caratterizzata da un clima prettamente continentale, rischierebbe di farvi soffrire temperature roventi nel primo caso o di seppellirvi sotto una coltre di neve nel secondo). L’isola Margherita è uno dei punti verdi più grandi della città (perfetta per un giro in bici, in caso di meteo favorevole) insieme al parco Városliget, al cui interno si trovano un laghetto artificiale punteggiato di barche, diversi palazzi e musei, uno zoo e un parco divertimenti. La piazza all’ingresso del parco, poi, è dominata da un imponente monumento costruito in occasione del millenario della fondazione della nazione ungherese.

A livello di trasporti pubblici Budapest è servita, come già detto, da tre linee di metro nonché diversi autobus, tram e filobus. La scelta migliore, per noi che siamo stati 4/5 giorni, è stata acquistare un biglietto settimanale (a poco meno di 5000 fiorini, ovvero circa 17€) comprensivo anche della tratta aeroporto-centro città e ritorno (c’è anche un treno che collega il terminal 1 alla stazione centrale Nyugati, edificio che è anche patrimonio Unesco, ma richiede un supplemento e inoltre a noi, dal terminal 2, è stato consigliato di prendere l’autobus 200E fino al capolinea della metro 3 e proseguire poi con quella: in tutto un tragitto di poco più di una mezz’oretta).

[UPDATE: dall’8 luglio 2017 è attiva la navetta 100E che fa servizio tra il terminal 2 dell’aeroporto e il centro città, con capolinea a Deák Ferenc (fermata di tutte e tre le linee metro) e frequenza ogni mezz’ora dalle 5:00 di mattina a mezzanotte e mezza (dalle 4:00 alle 23:30 partendo dal centro). Il costo del biglietto è di 2,80€ a tratta, da acquistare a parte in quanto non compreso nell’abbonamento dei mezzi]

Per i pasti invece, come sempre, ci siamo fatti “guidare dal cuore”, ossia mangiavamo qualcosa ogni volta che un buon odore da uno dei chioschi o delle bancarelle sul lungo Danubio o tra le vie della città raggiungeva le nostre narici… e anche questo è possibile senza svenarsi! Fatta eccezione per l’episodio di Buda, la capitale ungherese è decisamente cheap! Sarà scontato ma anche assaggiare il tipico goulash è un consiglio imprescindibile, anche se ci sono 35° all’ombra… finché esistono i ventilatori con nebulizzatore e gli interni climatizzati! E, per i più golosi, c’è davvero l’imbarazzo della scelta per i dolci ma per me irrinunciabile è una merenda a base di kürtőskalács (deliziosi cilindri di pasta morbida ma croccante all’esterno, cotti su dei rulli scaldati in genere su delle braci e spolverati poi di zucchero o cannella. In estate si possono trovare usati anche come coni gelato, io ricordo di essere stata immensamente felice di trovare qualcosa di simile da assaggiare nuovamente a Praga, qualche anno dopo il viaggio Budapest, in questo caso con la parte interna totalmente ricoperta di crema al cioccolato. Da provare in tutte le versioni possibili!).

Se c’è tempo si potrebbe provare anche una delle tante offerte di crociera sul Danubio proposte da diverse compagnie (dalle hop on-hop off che toccano tutti gli highlight della città a quelle che spaziano anche al di fuori, in direzione Visegrád e Szentendre, con tour della durata di un giorno intero).

Quello che offre la capitale ungherese ovviamente non finisce qui, ma ho voluto darvi solo qualche spunto e spero di avervi incuriosito e invogliato a conoscere questa splendida capitale, dal passato così legato all’Austria eppure così diversa dalla “cugina” Vienna, da cui si differenzia per un’eleganza più vitale e altre particolarità che la rendono a suo modo unica. Per noi la prima visita è stata nell’ormai distante 2013, un’estate in cui sia io che Lorenzo avevamo voglia di visitare un posto pieno di storia, bellezza e cultura ma con un budget che aveva subito un notevole taglio per ragioni varie. Abbiamo ridotto i giorni di permanenza e siamo riusciti a trovare in Budapest la sintesi perfetta di tutto quello che volevamo: la possibilità di passare qualche giorno (il giusto per visitarla per intero) in una meravigliosa città spendendo non più di 450€ a testa (inclusi volo e albergo)!

Consiglio infatti questa destinazione perché

  • è possibile raggiungerla facilmente usufruendo di voli low-cost a prezzi stracciati;
  • l’intera nazione, grazie a un cambio favorevole della valuta locale (un fiorino attualmente vale 0,003€), permette di spendere bene sia a livello di alloggio che di vitto;
  • la città in sé, come dicevo, non è cara e l’ho trovata anche molto attenta alle necessità del turista, nonché adatta a viaggiatori come noi anche in cerca di svago oltre all’itinerario fatto perlopiù di monumenti, palazzi e musei.

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